CULTURA DEL VINO IN ITALIA
Nell'ultimo decennio l'Italia ha compiuto ulteriori passi avanti e un lavoro notevole, portandosi ai vertici dell'enologia internazionale. Le strade intraprese dai produttori sono sempre diverse e nuove, che vedono in particolare tanti figli prendere il posto dei padri. Si punta sempre più sulla qualità a ogni costo, talvolta mettendo in secondo piano anche il prezzo. Nuove risorse sono state impiegate nel settore vitivinicolo con un'occhio di riguardo al rapporto qualità-prezzo e la speranza odierna è che tale tendenza possa contribuire a sviluppare ulteriormente la cultura del vino, non sempre alla portata di tutti. Infatti, spesso la cultura del vino appare troppo elitaria e confusa con comportamenti che sembrano appartenere più alla moda di oggi che alla tradizione, alla storia. Naturalmente, il vino va assaggiato poichè la sua degustazione è
l'arte di sintonizzarsi sui messaggi offerti alla vista, al naso, alla bocca, ai sensi. Pertanto, bisogna osservare bene il colore, la limpidezza, la consistenza e la vivacità. Per un principiante può essere già positivo ricordarsi alcune cose: il vino si dice limpido quando è privo di particelle in sospensione o di intorpidimenti dovuti a fermentazioni acetiche o altri difetti. Di solito, i vini in commercio risultano perfettamente limpidi grazie a filtraggi e altri trattamenti stabilizzanti. La limpidezza è valutata portando il bicchiere all'altezza degli occhi per osservarlo in controluce. Inclinando il bicchiere a 45° si possono esaminare il colore e le sfumature. Altri fattori influenti su colore e intensità sono l'ambiente pedo-climatico, cioè terreno, clima, ecc., le tecniche di vinificazione e maturazione, nonchè lo stato evolutivo del vino. Quindi, la vivacità del colore è un indicatore prezioso dello stato di salute del vino stesso. Un particolare non sempre ricordato alla degustazione è l'analisi olfattiva, laddove i profumi sono capaci di risvegliare i sensi. Le sostanze responsabili degli aromi sono definite "volatili", perchè hanno la proprietà di evaporare dalla parte liquida nella quale sono disciolte. Alcuni vitigni, definiti "aromatici", sono particolarmente ricchi di queste sostanze, le quali vengono trasferite direttamente nel vino senza essere disperse durante il processo di vinificazione. E' il caso, per esempio, dell'uva moscato, dai tipici aromi di salvia e del traminer aromatico, con le inconfondibili note di rosa. Nell'invecchiamento, anche i sentori fruttati, floreali ed erbacei assumono caratteristiche più complesse, evidenziando aromi di frutta matura, cotta, in confettura, sotto spirito, secca, candita, profumi di fiori essiccati, appassiti, macerati, erbe essiccate, fieno secco, tabacco, sottobosco, fungo, humus. Si dice che un ottimo sistema per identificare un profumo è di associarlo a un ricordo visto che è un lavoro meticoloso ma anche divertente. Infatti, l'analisi olfattiva riguarda anche la valutazione dell'intensità, complessità e qualità complessiva degli aromi ma per il momento non scendiamo nei particolari visto che noi redattori di ViniDocItaliani.it apprezziamo un buon bicchiere di vino in compagnia senza per ciò essere esperti del settore. Molti contenuti sopra riportati sono solo alcuni concetti prestati da una delle migliori guide sul vino attualmente in circolazione. Comunque, concludiamo con la fase finale dell'assaggio, che esamina, come nella fase olfattiva, l'intensità, la persistenza e la qualità gustativa. Alla base della valutazione non ci sono più semplicemente gli aromi, ma l'insieme delle sensazioni avvertite in bocca. Infatti, la persistenza aromatica rappresenta un aspetto particolarmente importante nella valutazione complessiva: il vino racconta la sua storia a chi sa ascoltarla!